Come anticipato in un precedente articolo, il dibattito in corso sul futuro industriale e commerciale del motore diesel non riguarda solo la programmazione dei costruttori o le preferenze di acquisto degli automobilisti. Ma impegna anche le strategie del post vendita: in particolare dei ricambisti e del loro magazzinoche, in valore e volumi, comprende in modo preponderante la componentistica tipica delle motorizzazioni diesel.

Anticipare i trend del diesel prima del futuro elettrico-ibrido

In effetti, ogni possibile evoluzione (negativa)della fase commerciale delle auto diesel influenzerebbe molto meno le officine, dove eventualmente la questione discriminante in corso riguarda la possibile diffusione della tecnologia elettro-ibrida in luogo di quella convenzionale; ma di certo deve costringere i ricambisti a programmare e valutare attentamente l’assortimento e la composizione del magazzino e dei fornitori, in relazione ai trend commerciali e di sostituzione del parco auto.   Ovviamente ciò di cui oggi trattiamo è semplice ‘letteratura’, sia perché l’eventuale disarmo del motore diesel sul mercato entrerebbe a regime in maniera sensibile perlomeno tra 10 anni, e di sicuro senza intaccare più di tanto la fascia dei veicoli commerciali. Poi perché è tutto da vedere quali strategie opereranno sul mercato i costruttori più ‘skillati’ sul diesel (affiancamento alla tecnologia Ibrida? Uscita dal solo ‘mass market’ ma potenziamento nel mercato premium? E così via….)

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